Training Autogeno, monitoraggio cardio-respiratorio, Biofeedback e Neurofeedback.

Differenze, funzioni, indicazioni.

Il training autogeno è una tecnica di rilassamento molto diffusa grazie alla sua efficacia nel trattamento di numerose condizioni fisiologiche e patologiche. Si tratta di una metodica molto semplice che consente, attraverso un allenamento, training in inglese, di controllare e modificare alcune funzioni vegetative del nostro organismo, che non dipendono dalla nostra volontà, da qui appunto il termine autogeno. Con una serie di esercizi si può giungere progressivamente al controllo del tono muscolare e vascolare, della frequenza respiratoria e cardiaca e dell’attività mentale. All’inizio volontariamente, successivamente in modo del tutto automatico. Nel corso degli anni si sono accumulate numerose evidenze scientifiche e molte linee guida di associazioni di professionisti lo consigliano per il  controllo dello stress, insonnia, dolore cronico, disturbo da attacco di panico, disturbo d’ansia generalizzata, depressione, emicrania e cefalea tensiva croniche, deficit di attenzione e iperattività. La possibilità di prendere consapevolezza delle funzioni fisiologiche del nostro organismo e contemporaneamente di verificarle e modificarle in tempo reale, sulla base di segnali acustici o suggerimenti dell’operatore, rende sicuramente molto più rapido l’apprendimento e più completa la corretta esecuzione degli esercizi di pesantezza, respirazione addominale, frequenza cardiaca, plesso solare, caldo/freddo e rilassamento mentale, contemplati dalle indicazioni  del neuropsichiatra  Johannes Shultz, l’inventore del training autogeno.  

Figura 1. Tracciato Biofeedback: oltre alle tracce basali cardio-respiratorie, sono presenti anche quelle relative all'attività muscolare.
Figura 2. Tracciato Neurofeedback. Oltre alle traccei cardio-respiratorie ed EMGrafiche, sono presenti anche quelle EEGrafiche.

Vi sono in commercio diversi strumenti adatti al monitoraggio dei parametri funzionali, ma la maggior parte di questi hanno solo due canali di registrazione e quindi sono molto limitati, soprattutto se si vuole avere un quadro globale del funzionamento del nostro corpo in condizioni basali o in corso di rilassamento.

Il Neurocenter VdA dispone di uno strumento Mini Screen Pro dotato di 48 canali di acquisizione con possibilità di registrazione on o offline fino a 72 ore. Lo strumento è stato concepito per il monitoraggio dei parametri cardio-respiratori, in caso di sospetta sindrome delle apnee ostruttive notturne, e di quelli neurofisiologici per lo studio dei principali disturbi del sonno, quali la narcolessia, l’ipersonnia, la sindrome delle gambe senza riposo, l’epilessia notturna, l’insonnia e il disturbo comportamentale in corso di sonno REM. Quindi lo strumento dispone di 6 elettrodi per la registrazione dell’attività elettrica cerebrale, 4 per i movimenti oculari, 3 per il tono muscolare e 4 per il movimento degli arti.  Durante la registrazione on line i parametri sono proiettati sulla parete e il paziente può in qualsiasi momento visualizzarli e modificarli, contestualmente alla proiezione di immagini, suoni, video tutorial rilassanti. La possibilità inoltre di  registrare i movimenti oculari, in teoria potrebbe essere utilizzata per  l’EMDR (Eye movement Desensitization and Reprocessing), tecnica utile secondo alcuni, ma con prove di efficacia deboli, secondo le linee guida dell’American Psychological Association, per il trattamento del Disturbo da Stress Post-Traumatico.

 

 

 

 

Dr. Giuseppe D’Alessandro – Neurologo-Neurofisiologo – Titolare Neurocenter

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